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| Campobasso - Alla scoperta dei tesori nascosti |
04/01/2008 |
CON questo freddo vengono
i brividi solo a pensare
ad immergersi nelle acque
per andare alla scoperta di
eventuali tesori nascosti
sott’acqua. Ma tra qualche
mese i sub dell’associazione
nazionale Anthias, una
trentina di persone con la
passione per la subacquea,
torneranno ad immergersi.
L’associazione opera da 15
anni a Campobasso organizzando
corsi ricreativi,
per sommozzatori sportivi
in grado di scendere fino a
40 metri di profondità oltre
a corsi tecnici con miscele e
di pronto soccorso. Tra i
fondatori dell’associazione,
Antonio Persich, grazie alle
sue origini ha contatti con
la Croazia dove il mare custodisce
una serie di relitti,
accessibili, come navi in
ferro, affondate a causa di
tempeste o eventi cruenti
risalenti alla prima e seconda
guerra mondiale. Per
professione indossa la divisa
da vigili urbano, ma appena
può calza la muta e
bombole al seguito si tuffa
nei fondali, italiani e croati
alla scoperta di tesori custoditi
dal mare. Nuotare e
trovarsi davanti un relitto
rappresenta un’esperienza
mozzafiato per chi si trova
ad una certa profondità.
«Ricordo ancora l’Eppomene
affondata tra l’isola di
Pago e la terraferma in
Croazia, nel canale di Morlacca.
Per l’immersione abbiamo
svolto una preparazione
lunga 22 giorni nel
lago di Como. La nave trasportava
un migliaio di soldati,
rimasti imprigionati a
120 metri di profondità»
racconta Antonio Persich.
L’evento è stato trasmesso
da una tivù croata di cui
Persich è stato ospite nei
mesi scorsi. Studiare la storia
dei relitti, riportare alla
luce anfore di cui i mari italiani
sono ancora pieni,
come il golfo di Napoli che
custodisce ancora un galeone
spagnolo, significa diffondere
la passione per la
subacquea. Nei fondali non
si trova solo spazzatura,
carcasse abbandonate, «sono
ancora tanti i tesori in
fondo al mare e per noi appassionati
un pezzo di nave
rappresenta la storia» conclude
Antonio Persich.
mpt
Da Oggi Nuovo Molise del 4 Gennaio 2008
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