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 Bojano (Cb)

Le radici di Boiano si perdono nel tempo, e molto spesso gli storici hanno eseguito una distorsione dei fatti che non sempre facilita la ricostruzione storica delle origini e dello sviluppo di questa città. Gli storici hanno offuscato a volte lo splendore della città di Bovianum per esaltare la gloria, non sempre meritata, dei Romani. La luce che splende quindi su di essa è spesso velata dall'esaltazione della grandezza di Roma. Anche quando i Romani celebrano la potenza di Boiano è solo per sottolinearne la piccolezza in confronto alla mitica Roma, che alla fine è riuscita a prevalere su di essa. Il nome di Bovianum comunque compare in molti scritti storici siano essi greci o latini e certo è che Boiano è stata la capitale dei Pentri, tribù e ossatura dei Sanniti. Rileggendo la storia dei Sanniti allora si ricostruisce anche la storia di Boiano e viceversa. Fra tutti gli storici che hanno narrato le vicende dei Sanniti e delle loro controversie con i Romani, Tito Livio è sicuramente colui il quale ha curato con maggiore dovizia i particolari della vicenda. Le guerre sannitiche, avvenute nel IV secolo A.C. hanno coinvolto direttamente e non la città di Boiano. Le due potenze, un tempo legate da patto di reciproco aiuto in caso di bisogno, si accorsero di non poter essere in due a contendersi la guida dei popoli della penisola e le loro sorti. Dalle guerre sannitiche i Romani uscirono vittoriosi e nel successivo periodo di relativa calma essi cercarono di consolidare il proprio dominio. La storia di Boiano coincide a grandi linee con la storia dei Sanniti la quale merita particolare attenzione e approfondimenti, che le sono stati dedicati da Mario Campanella nell'interessante documento: " Boiano tra storia e cultura popolare" alla cui lettura si rimanda per maggiori dettagli e precisazioni. Lo sforzo nel ricostruire la nascita di una città e il suo sviluppo è stato notevole e lodevole.

Intorno al nome di Boiano vi sono tante incertezze. Non ultima quella sul modo di scrivere la parola Boiano. Vi sono ragioni molto valide per scrivere Bojano, ve ne sono altrettante valide per scrivere Boiano.
I documenti risalenti al secolo XIII, XIV, XV e seguenti, compresi quelli esistenti presso l'archivio storico della città del Vaticano,  riportano il nome di Boiano con la i normale.
A partire dal secolo XVIII sono stati rinvenuti parecchi documenti, (non tutti) soprattutto ecclesiali, dove Bojano è scritta con la j.
Attualmente tutte le carte intestate del Comune recano la scritta con la j, mentre i documenti della magistratura, degli uffici pubblici e tutti gli atti pubblici recano invece la scritta di Boiano con la i. Manca, quindi una decisione ufficiale in merito.

Dopo svariati momenti difficili, la città si riprese in epoca longobarda quando divenne capoluogo di contea, fino ad essere, con il dominio normanno e svevo, sede dei conti di Molise. Numerose ed importanti furono le famiglie che si succedettero alla guida del feudo, tra esse le più significative furono quelle di Amerigo de Sus, dei Capuano, dei D'Artus, dei Pandone, dei Carafa ed ultima titolare quella dei Filomarino.

 

DA VEDERE:

Il Castello Pandone, edificato dai Longobardi  sull'attuale "Civita"  a poca distanza dalle fortificazioni sannitiche. Esso fu ingrandito e dotato di altri elementi architettonici di difesa dai Normanni; fu teatro di importanti eventi bellici, tra i quali quello che vide protagonista il Conte di Molise, e di Celano che, non volendosi piegare  al diktat di Federico II di Svevia, concentrò la sua difesa militare tra i castelli di Bojano e Roccamandolfi. Oggi restano solo i ruderi delle mura esterne ed alcuni ambienti, all'interno, riportati alla luce da recenti scavi archeologici.

La Chiesa di San Bartolomeo, costruita dal Conte Ugo di Molise sui resti di strutture più antiche; fu consacrata nel 1215 dal Vescovo Poliziano. E' caratterizzata dal portale gotico e dal rosone decorati da elementi vegetali. Sulla fiancata esterna destra vi sono due pannelli, uno raffigurante un leone in lotta con un serpente, l'altro rappresenta un cinghiale che difende i suoi cuccioli da un serpente. La Chiesa di Sant'Erasmo,  facente parte del convento di Santa Chiara distrutto dal terremoto del 1456, conserva tre bifore; di queste è interessante quella che presenta una figura umana che mantiene, con le mani, una corda che gli scavalca il corpo. L'interno è diviso in tre navate e conserva un affresco raffigurante l'epifania del XVI secolo.

Il Museo Civico è situato nel Palazzo Colagrossi, edificio di stile neoclassico. Il museo ospita la collezione Mainelli che consiste in una raccolta di fossili e la collezione del Pinto che comprende oltre duecento pezzi che vanno dall'VIII secolo A.C. fino al Medioevo.

 

 

   

Panorama

 

La Cattedrale

 

Il rosone della Cattedrale

 

Ingresso Chiesa di S.Erasmo

 

Costume tipico

 

Testi tratti da:

www.comune.bojano.cb.it

e da "Molise - una regione da scoprire"

Ed. Studio Emme

 
 
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