|
Nei registri angioini compare con la denominazione
"Bellus Mons". Data la posizione, ovvero un luogo inespugnabile, e
l'altitudine dalla quale domina il circondario, si possono accettare
entrambe le interpretazioni sul significato del suo etimo: monte di
guerra, monte di bellezza. In epoca Normanna fu dominata dai Borrello,
per poi passare, durante il regno dei D'Angiò, ai Cantelmo ed ai
Filangeri. Nel '400 signori ne furono i Di Sangro, i Caldora ed i
Caracciolo, questi ultimi titolari del feudo, salvo una breve
parentesi, fino al momento dell'abolizione del feudalesimo.
DA
VEDERE:
La Chiesa di San Salvatore, all'interno del centro
storico, nella facciata e nella pianta ha caratteristiche
rinascimentali. Dotata di una sola navata, è stata più volte restaurata.
Sempre all'interno dell'abitato meritano una visita il palazzo baronale
dei Caracciolo e la torre longobarda risalente, con molta probabilità,
all'anno Mille. Il territorio di Belmonte del Sannio è ricco di luoghi
ameni e di scorci suggestivi. Il panorama che spazia sulle vallate e sui
declivi, il centro storico i cui toponimi "Via Porta", "Via di Mezzo" e
"Via di Sotto" ne testimoniano le diverse fasi di sviluppo urbanistico,
l'agro in buona parte ricoperto di ulivi, costituiscono, specie nel
periodo primaverile ed estivo, motivi di forte richiamo per i numerosi
visitatori. Inoltre, ai confini con il comune di Agnone, presso
l'abetina di Monte Castelbarone Roccalabbate, gli amanti della natura e
gli escursionisti potranno immergersi in un mondo incontaminato, e
scoprire itinerari tra il silenzio ed i colori del bosco.
|
|
 |