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Le origini risalgono all'insediamento di
popolazioni sannitiche scampate all'ira di Roma. Il nome del comune,
secondo le ipotesi più accreditate, deriverebbe dal vicino Monte Vairano.
Essendo l'abitato edificato sopra un colle meno alto del Vairano, il
paese fu detto Vairanello, piccolo Vairano. Incerto è il periodo della
trasformazione del nome nell'attuale Baranello. Dal Catalogo Borrelliano
si hanno notizie di Baranello, durante l'epoca normanna, e ne è indicato
come feudatario Guidone di Gibelletto. Nel XV secolo il feudo fu
concesso a Cristofaro Gaetani, al quale seguirono le famiglie Carafa,
Barone e Ruffo.
DA
VEDERE:
Il più importante monumento architettonico è la
chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, distrutta dal terremoto
del 1805 e ricostruita su progetto dell'architetto Berardino Musenga di
Campobasso, ed ha tre navate. La facciata presenta quattro colonne di
stile tuscanico, e ad esse corrisponde la navata centrale. Al suo
interno si possono ammirare dipinti di notevole valore artistico, una
Deposizione del Cristo, attribuita a Giovan Battista Caracciolo, pitture
ed affreschi di Amedeo Trivisonno, ed opere di artisti minori della
scuola pittorica napoletana. Un'accurata visita merita il Museo Civico
dove è conservata la collezione privata dell'architetto Giuseppe Barone,
donata al Comune nel 1897. In esso si possono ammirare reperti ed
oggetti di grande valore storico ed artistico. La raccolta comprende:
terraglie, maioliche e porcellane provenienti dalle Reali Fabbriche di
Capodimonte; orologi, dipinti rari, tabacchiere, monete, statuine per
presepi ed oggetti sacri. Vi sono, inoltre, vasi primitivi di fattura
greco-assira, italo-greca, attica, etrusca, peruviana e bronzi
medievali. Una sezione del museo è dedicata ad una raccolta di quadri e
sculture di Gaspare Vanvitelli, di Luca Giordano, di Pietro Ruiz, di
Giuseppe Palizzi ed altri.
Appena fuori dal paese, in un'ansa del fiume
Biferno, si trova il Mulino Corona, costruito nel 1872 ed azionato ad
acqua.
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